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mercoledì 5 marzo 2014

Vivre intensément

I almost wish we were butterflies and liv'd but three summer days - three such days with you I could fill with more delight than fifty common years could ever contain

John Keats , 

J'en viendrais presque à souhaiter que nous fussions papillons dotés seulement de trois journées d'été à vivre - ces trois jours avec vous, je les emplirais de plus de délices que n'en pourraient jamais receler cinquante années ordinaires

Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d'estate, tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant'anni comuni non potrebbero mai contenere.

sabato 1 marzo 2014

La poésie, la beauté, l'amour, l'aventure, c'est en fait pour cela qu'on vit!

On lit ou on écrit de la poésie non pas parce que
c'est joli. On lit et on écrit de la poésie parce que l'on fait partie
de l'humanité, et que l'humanité est faite de passions. La médecine, le
commerce, le droit et l'industrie sont de nobles poursuites, et elles
sont nécessaires pour assurer la vie. Mais la poésie, la beauté,
l'amour, l'aventure, c'est en fait pour cela qu'on vit
. Pour citer
Whitman : « Ô moi ! Ô la vie ! Tant de questions qui m'assaillent sans
cesse, ces interminables cortèges d'incroyants, ces cités peuplées de
sots. Qu'y a-t-il de beau en cela ? Ô moi ! Ô la vie ! ». Réponse : que
tu es ici, que la vie existe, et l'identité. Que le prodigieux spectacle
continue et que tu peux y apporter ta rime. Que le prodigieux spectacle
continue et que tu peux y apporter ta rime... Quelle sera votre rime ?
Le cercle des poètes disparus

{We don't read and write poetry because it's cute. We read and write
poetry because we are members of the human race And the human race is
filled with passion. And medicine, law, business, engineering, these are
noble pursuits and necessary to sustain life. But poetry, beauty,
romance, love, these are what we stay alive for. To quote from Whitman,
"O me! O life!... of the questions of these recurring; of the endless
trains of the faithless... of cities filled with the foolish; what good
amid these, O me, O life?" Answer: that you are here; that life exists,
and identity; that the powerful play goes on and you may contribute a
verse; that the powerful play goes on and you may contribute a verse. What will your verse be?}

giovedì 27 febbraio 2014

Ce que l'on appelle *chez soi*

Adolescente, ero attratta da tutto ciò che apparteneva all'esoterico/magico.

Avevo un'amica che leggeva le linee della mano e sapeva definire/inquadrare le persone conoscendone unicamente la data di nascita (segno zodiacale e ascendente se li calcolava lei).
Non ho mai creduto molto all'oroscopo, però mi intrigava la capacità di F. a capire i tratti caratteriali di ciascuno basandosi sull'astrologia.

Due anni fa, arrivando a ESL, la prima persona che mi ha accolto calorosamente è stata G., mia compagna di scrivania/mercato/risate e scleri. Lei all'oroscopo ci crede eccome, ascolta ogni mattina Paolo Fox e si legge varie versioni online, tra cui una originale che, in mancanza di predizioni vere, ha il merito di far sorridere e acculturare un poco: l'oroscopo di Rob Brezsny (Free Will Astrology, in inglese), tradotto in italiano sull'Internazionale.

Di solito parla di animali, fa metafore allucinanti e non sempre comprensibili, cita artisti/economisti/grandi uomini in generale, e ogni tanto ciò che dice m'ispira.

E' il caso dell'oroscopo di questa settimana, che per il mio segno (Sagittario) parla di ciò che chiamiamo *casa*(argomento delicato per chi come me è expat senza esserlo):
"Some people say home is where you come from," says a character in Katie Kacvinsky's novel Awaken. "But I think it’s a place you need to find, like it's scattered and you pick pieces of it up along the way." That's an idea I invite you to act on in the coming weeks, Sagittarius. It will be an excellent time to discover more about where you belong and who you belong with. And the best way to do that is to be aggressive as you search far and wide for clues, even in seemingly unlikely places that maybe you would never guess contain scraps of home.
Di seguito la versione italiana per chi non mastica l'inglese:
 “Per qualcuno ‘casa’ è dove siamo nati”, dice un personaggio di Awaken, un romanzo di Katie Kacvinsky. “Ma secondo me è un posto che devi trovare, come se i suoi pezzi fossero sparsi qua e là lungo la strada e dovessi raccoglierli”. È un’idea che ti invito a prendere in considerazione nelle prossime settimane, Sagittario. Sarà un ottimo momento per scoprire qual è il tuo posto nel mondo. E il modo migliore per farlo è cercare indizi dovunque, anche in luoghi che ti sembrano improbabili.
 Buffo sentirselo dire in un periodo in cui la Svizzera vota contro gli stranieri e mi chiedo se continuare ad insistere contro questo mostro burocratico o fare le valigie (nel secondo caso il cuore oscilla tra Scozia e Canada).

Chissà, vediamo se trovo indizi nelle prossime settimane!

lunedì 5 marzo 2012

Perle di saggezza: Byron

Pleasure is a sin but sinning is a pleasure  
[Il piacere è un peccato, ma il peccato è un piacere]
                                   G. Byron 
Pesco un Bacio a caso, gentilmente offerto dalle suore della pensione, e mentre le altre ragazze leggono le loro frasi ad alta voce io metto il mio bigliettino in tasca. Non sia mai che una suora mi riparli di noviziato invece che di consolato!

venerdì 24 febbraio 2012

Love is required, love is requited

If you're willing to show your hand, love is requited

Do you hear me?
[amore richiesto, amore ricambiato, a tenerti tutto dentro per paura di bruciare non rischi di spegnerti?]

domenica 5 febbraio 2012

Perle di Saggezza: Japan

In Giappone ci sono tre modi per dire "ti amo":

  • il modo più trascurabile è Daisuki
  • poi c'è Aishiteru, un termine più serio
  • infine esiste Koishiteru, che si dice alla persona con la quale si desidera vivere
Evitano il banalizzatissimo "ti amo" che a volte diciamo con troppa superficialità.
[Liberamente tratto dalla pagina Giappone nel cuore]

sabato 28 gennaio 2012

Neige, di Maxence Fermine

"Le poète, le vrai poète, possède l'art du funambule. Écrire, c'est avancer mot à mot sur un fil de beauté, le fil d'un poème, d'une oeuvre, d'une histoire couchée sur un papier de soie. Écrire, c'est avancer pas à pas, page après page, sur le chemin du livre. Le plus difficile, ce n'est pas de s'élever du sol et de tenir en équilibre, aidé du balancier de sa plume, sur le fil du langage. Ce n'est pas non plus d'aller tout droit, en une ligne continue parfois entrecoupée de vertiges aussi furtifs que la chute d'une virgule, ou que l'obstacle d'un point. Non, le plus difficile, pour le poète, c'est de rester continuellement sur ce fil qu'est l'écriture, de vivre chaque heure de sa vie à hauteur du rêve, de ne jamais redescendre, ne serait-ce qu'un instant, de la corde de son imaginaire. En vérité, le plus difficile, c'est de devenir un funambule du verbe."
[Il poeta, il vero poeta, possiede l'arte del funambolo. Scrivere significa avanzare parola per parola su un filo di bellezza, il filo di un poema, di un'opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere significa avanzare passo a passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro. La cosa più difficile non è d'innalzarsi dal suolo e tenersi in equilibrio, aiutati dal bilanciere della propria penna, sul filo del linguaggio. Non è neppure il dover andare dritti, in linea continua, a volte intermezzata da vertigini furtive come la caduta di una virgola, o l'ostacolo di un punto. No, la parte più difficile, per il poeta, è rimanere continualmente su questo filo ch'è la scrittura, vivere ogni singola ora della sua vita all'altezza dei sogni, senza mai scendere, neanche per un istante, dalla corda dell'immaginario. Davvero, la cosa più difficile è diventare funambulo del verbo]

Tratto da  "Neige" di Maxence Fermine (pp.80-81)

sabato 3 dicembre 2011

Piantare in asso

Tutti conoscono quest'espressione, ma pochi conoscono le sue origini:
nel mito greco di Arianna e Teseo, la fanciulla aiuta il suo amato a sconfiggere il minotauro e ad uscire dal labirinto grazie al suo filo. L'eroe ateniese la porta via con sé, ma non ricambia i suoi sentimenti. Amore non corrisposto, ahinoi! Teseo abbandona quindi la bella Arianna su un'isola, detta di Nasso.
L'espressione originaria è infatti piantare in Nasso, di cui è scomparsa una delle due nasali per facilità di pronuncia.
Aggiungerei che, nonostante non l'amasse, Teseo ingravidò Arianna di due figli (Demofoonte e Stafilo), prima di farla addormentare e abbandonarla vilemente. Di certo lei non lo pianse a lungo, poiché conobbe subito dopo Dioniso.
Ah, Beautiful in chiave ellenica! {e in rilettura alla Cora: ironicamente superficiale. Senza nessuna offesa per tutti gli esperti e gli amanti della mitologia greca, ai quali chiedo scusa per la leggerezza con la quale tratto l'argomento}
Special thanks to: Mary-chan, la mia colta kohai