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giovedì 27 febbraio 2014

Ce que l'on appelle *chez soi*

Adolescente, ero attratta da tutto ciò che apparteneva all'esoterico/magico.

Avevo un'amica che leggeva le linee della mano e sapeva definire/inquadrare le persone conoscendone unicamente la data di nascita (segno zodiacale e ascendente se li calcolava lei).
Non ho mai creduto molto all'oroscopo, però mi intrigava la capacità di F. a capire i tratti caratteriali di ciascuno basandosi sull'astrologia.

Due anni fa, arrivando a ESL, la prima persona che mi ha accolto calorosamente è stata G., mia compagna di scrivania/mercato/risate e scleri. Lei all'oroscopo ci crede eccome, ascolta ogni mattina Paolo Fox e si legge varie versioni online, tra cui una originale che, in mancanza di predizioni vere, ha il merito di far sorridere e acculturare un poco: l'oroscopo di Rob Brezsny (Free Will Astrology, in inglese), tradotto in italiano sull'Internazionale.

Di solito parla di animali, fa metafore allucinanti e non sempre comprensibili, cita artisti/economisti/grandi uomini in generale, e ogni tanto ciò che dice m'ispira.

E' il caso dell'oroscopo di questa settimana, che per il mio segno (Sagittario) parla di ciò che chiamiamo *casa*(argomento delicato per chi come me è expat senza esserlo):
"Some people say home is where you come from," says a character in Katie Kacvinsky's novel Awaken. "But I think it’s a place you need to find, like it's scattered and you pick pieces of it up along the way." That's an idea I invite you to act on in the coming weeks, Sagittarius. It will be an excellent time to discover more about where you belong and who you belong with. And the best way to do that is to be aggressive as you search far and wide for clues, even in seemingly unlikely places that maybe you would never guess contain scraps of home.
Di seguito la versione italiana per chi non mastica l'inglese:
 “Per qualcuno ‘casa’ è dove siamo nati”, dice un personaggio di Awaken, un romanzo di Katie Kacvinsky. “Ma secondo me è un posto che devi trovare, come se i suoi pezzi fossero sparsi qua e là lungo la strada e dovessi raccoglierli”. È un’idea che ti invito a prendere in considerazione nelle prossime settimane, Sagittario. Sarà un ottimo momento per scoprire qual è il tuo posto nel mondo. E il modo migliore per farlo è cercare indizi dovunque, anche in luoghi che ti sembrano improbabili.
 Buffo sentirselo dire in un periodo in cui la Svizzera vota contro gli stranieri e mi chiedo se continuare ad insistere contro questo mostro burocratico o fare le valigie (nel secondo caso il cuore oscilla tra Scozia e Canada).

Chissà, vediamo se trovo indizi nelle prossime settimane!

giovedì 22 dicembre 2011

La luna è un grande uovo, khaleesi

Un tempo nel cielo c'erano due lune. Ma poi una si avvicinò troppo al sole e il suo calore la frantumò. Migliaia di draghi si riversarono dalla luna frantumata e bevvero il fuoco del sole. Ecco perché il respiro dei draghi è fatto di fuoco. Verrà il giorno in cui anche la seconda luna accetterà il bacio del sole. Anch'essa si frantumerà, e i draghi faranno ritorno.
George R.R. Martin, Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco 

mercoledì 7 dicembre 2011

Maggie Stiefvater: Shiver

Inauguro con questo romanzo le recensioni di alcuni dei libri che leggo dall'apertura del blog. Alcuni, perché se dovessi farle di tutti penso non ci sarebbe spazio per altri post!Siccome potrei svelare più del dovuto, ogni post avrà una parte nascosta, ovvero uno spoiler, leggibile solo se ci cliccate sopra. Evitiamo così che io sia frustrata dal non poterne parlare liberamente, e che i lettori scoprano cose che magari non volevano sapere prima di leggere il libro 

Shiver è il primo romanzo della trilogia dei Lupi di Mercy Falls (seguito da Linger e Forever), della scrittrice statunitense Maggie Stiefvater. Per chi volesse, the wolves of Mercy Falls è la pagina creata dall'autrice (in inglese).
L'ho trovato per caso, in biblioteca, sezione adulti, mentre cercavo nuove letture con la mia kohai Marychan (sì, sentirete spesso parlare di lei ^.^ ). Copertina scura, un cuore deformato da tre graffi rossi, e un titolo intrigante: brivido. Una rapida occhiata al riassunto, e il libro fa immediatamente parte della mia selezione.
Un urban fantasy sui lupi mannari ha tutte le carte in regola per piacermi. Ma siccome sono molto critica, inizio a leggerlo senza crearmi troppe aspettative, soprattutto perché i protagonisti sono adolescenti, e di storie d'amore sdolcinato tra creature di mondi diversi ne ho lette fin troppe.

La prima cosa che mi colpisce è la suddivisione dei capitoli: numero del capitolo, narratore, gradi. Sì, gradi, perché la temperatura è un dettaglio importante in questa storia. Il punto di vista narrativo oscilla tra le parole di Grace, la protagonista, e di Sam, un licantropo dagli occhi dorati.
Lo stile è lineare, scorrevole, semplice e coinvolgente.
Il ritmo narrativo parte con la lentezza delle descrizioni, e aumenta, fino a una conclusione che ti lascia col fiato sospeso.
Attenzione Spoiler!
Non ci sono più speranze, Grace stessa dice che Sam è morto. Gli ultimi capitoli, tutti narrati da lei, sono intrisi di tristezza, senso di perdita e vuoto. E poi nel sessantacinquesimo il narratore è Sam. Apparentemente lupo. E invece umano

Uno dei punti forti del romanzo è l'originalità dei licantropi. Niente lupi mannari e le trasformazioni nelle notti di luna piena. Non parlo neanche di ragazzi dal fisico eccezionale che si trasformano di loro spontanea volontà diventando grandi quasi quanto degli orsi.
Spoiler
Qui le persone diventano licantropi dopo essere state morse, si trasformano a causa del freddo, trascorrendo l'inverno come lupi, e tornano alle loro fattezze umane in primavera o in estate. Col passare degli anni le trasformazioni umane si fanno più rare, fino a scomparire.
Un paio di punti negativi: la scelta del nome Sam per il personaggio maschile, e diverse somiglianze con la saga di Twilight. Essendo del 2009, non si può capovolgere la situazione, ma lasciamoci il beneficio del dubbio.Penso che sia perfetto per un' adolescente, con le ambientazioni liceali e il primo amore. Ma non posso dire mi sia dispiaciuto, anzi.
Per la cronaca, è in corso di preparazione un film tratto dal romanzo.

Voto complessivo: 7,5/10

sabato 3 dicembre 2011

Piantare in asso

Tutti conoscono quest'espressione, ma pochi conoscono le sue origini:
nel mito greco di Arianna e Teseo, la fanciulla aiuta il suo amato a sconfiggere il minotauro e ad uscire dal labirinto grazie al suo filo. L'eroe ateniese la porta via con sé, ma non ricambia i suoi sentimenti. Amore non corrisposto, ahinoi! Teseo abbandona quindi la bella Arianna su un'isola, detta di Nasso.
L'espressione originaria è infatti piantare in Nasso, di cui è scomparsa una delle due nasali per facilità di pronuncia.
Aggiungerei che, nonostante non l'amasse, Teseo ingravidò Arianna di due figli (Demofoonte e Stafilo), prima di farla addormentare e abbandonarla vilemente. Di certo lei non lo pianse a lungo, poiché conobbe subito dopo Dioniso.
Ah, Beautiful in chiave ellenica! {e in rilettura alla Cora: ironicamente superficiale. Senza nessuna offesa per tutti gli esperti e gli amanti della mitologia greca, ai quali chiedo scusa per la leggerezza con la quale tratto l'argomento}
Special thanks to: Mary-chan, la mia colta kohai