E’ una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.
E’ una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto.
Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza.
Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive… Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza. Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa. Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e,ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica. Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente. Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così. Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro.
I almost wish we were butterflies and liv'd but three summer days - three such days with you I could fill with more delight than fifty common years could ever contain
J'en viendrais presque à souhaiter que nous fussions papillons dotés seulement de trois journées d'été à vivre - ces trois jours avec vous, je les emplirais de plus de délices que n'en pourraient jamais receler cinquante années ordinaires
Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d'estate, tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant'anni comuni non potrebbero mai contenere.
Ricominciamo a parlare di libri, e nel caso attuale, del racconto di un'autrice che ammiro da anni.
Se amate il fantasy, scoprirete uno stile che conquista, una narratrice che parla al lettore, e un "tocco" speciale che anima ogni suo scritto. Che si tratti di racconto storico, di un fantasy, o di un'analisi introspettiva, Maria Iezzi ha la capacità di catturare l'attenzione e mantenere accesa la curiosità.
Dagli inizi amatoriali con toccanti fanfictions, il suo repertorio si è aperto come un ventaglio dalle numerose sfumature.
E se per leggere i suoi scritti sulla dinastia Borgia dovrete aspettare ancora un po', è possibile gustare online il suo fantasy "La gemma dalle trentasei punte", ottenibile per la cifra simbolica di 0,49 centesimi su Amazon, IBS e altri ancora.
Alcuni scommettono sulla vittoria di un puledro nelle corse ippiche, io scommetto su Maria nel futuro dell'editoria.
Je t'appelle parce que j'ai envie de revoir ton visage. C'est tout. C'est comme les gens qui retournent dans le village où ils ont passé leur enfance ou dans la maison de leurs parents... ou vers n'importe quel endroit qui a marqué leur vie.
[...]
A croire que ton visage est un endroit qui a marqué ma vie.
Ci sono autori che, qualsiasi cosa scrivano, ti parlano. Ti colpiscono, ti scheggiano, ti lasciano dentro le loro parole. In queste settimane per me è Anna Gavalda a farlo. Leggo o rileggo i suoi romanzi, e ognuno ha qualcosa per me. Questa, in particolare, per le persone care che mi mancano.
Io ti ho amato, André, e non saprei
immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva
felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti
ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché
il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo
che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello
che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi,
né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E'
scoppiata tutto d'un colpo. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come
lame.
E' la musica che è difficile, questa è la verità, è la
musica che è difficile da trovare, per dirselo, li'
cosi' vicini, la musica e i gesti, ,per sciogliere la pena,
quendo proprio non c'é piu' nulla da fare, la musica giusta
perché sia una danza, in qualche modo, e non uno strappo
quell'andarsene, quello scivolare via, verso la vita e
lontano alla vita, strano pendolo dell'anima, salvifico e
assassino, a saperlo danzare farebbe meno male, e per questo
gli amanti, tutti, cercano quella musica, in quel momento,
dentro le parole, sulla polvere dei gesti, e sanno che, ad
averne il coraggio, solo il silenzio lo sarebbe, musica ,
esatta musica, un largo silenzio amoroso, radura del
commiato e stanco lago che infine cola nel palmo di una
piccola melodia, imparata da sempre da cantare sottovoce
Addio
Una melodia da nulla.
Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo.
[Il piacere è un peccato, ma il peccato è un piacere]
G. Byron
Pesco un Bacio a caso, gentilmente offerto dalle suore della pensione, e mentre le altre ragazze leggono le loro frasi ad alta voce io metto il mio bigliettino in tasca. Non sia mai che una suora mi riparli di noviziato invece che di consolato!
"Le poète, le vrai poète, possède l'art du funambule. Écrire, c'est avancer mot à mot sur un fil de beauté, le fil d'un poème, d'une oeuvre, d'une histoire couchée sur un papier de soie. Écrire, c'est avancer pas à pas, page après page, sur le chemin du livre. Le plus difficile, ce n'est pas de s'élever du sol et de tenir en équilibre, aidé du balancier de sa plume, sur le fil du langage. Ce n'est pas non plus d'aller tout droit, en une ligne continue parfois entrecoupée de vertiges aussi furtifs que la chute d'une virgule, ou que l'obstacle d'un point. Non, le plus difficile, pour le poète, c'est de rester continuellement sur ce fil qu'est l'écriture, de vivre chaque heure de sa vie à hauteur du rêve, de ne jamais redescendre, ne serait-ce qu'un instant, de la corde de son imaginaire. En vérité, le plus difficile, c'est de devenir un funambule du verbe."
[Il poeta, il vero poeta, possiede l'arte del funambolo. Scrivere significa avanzare parola per parola su un filo di bellezza, il filo di un poema, di un'opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere significa avanzare passo a passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro. La cosa più difficile non è d'innalzarsi dal suolo e tenersi in equilibrio, aiutati dal bilanciere della propria penna, sul filo del linguaggio. Non è neppure il dover andare dritti, in linea continua, a volte intermezzata da vertigini furtive come la caduta di una virgola, o l'ostacolo di un punto. No, la parte più difficile, per il poeta, è rimanere continualmente su questo filo ch'è la scrittura, vivere ogni singola ora della sua vita all'altezza dei sogni, senza mai scendere, neanche per un istante, dalla corda dell'immaginario. Davvero, la cosa più difficile è diventare funambulo del verbo]
Un tempo nel cielo c'erano due lune. Ma poi una si avvicinò troppo al sole e il suo calore la frantumò. Migliaia di draghi si riversarono dalla luna frantumata e bevvero il fuoco del sole. Ecco perché il respiro dei draghi è fatto di fuoco. Verrà il giorno in cui anche la seconda luna accetterà il bacio del sole. Anch'essa si frantumerà, e i draghi faranno ritorno.
George R.R. Martin, Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco
Dopo aver concluso varie letture, più o meno interessanti, ho finalmente un colpo di fulmine all'ennesima potenza!
Per chi volesse conoscere lo stile di Lisa J. Smith agli inizi, consiglio La notte del solstizio, i cui protagonisti sono quattro fratelli dalla tenera infanzia alla giovane adolescenza (no, niente Damon, niente vampiri. Però troverete un mondo magico piuttosto interessante).
Per il momento, il mio tesssssoro è il capolavoro di G.R.R. Martin, ovvero la saga Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (A Song of Ice and Fire). Mi sono stati regalati i primi quattro libri del ciclo, che sto leggendo con ardente passione.
Niente recensioni per il momento, giusto il video ufficiale della serie tv ispirata alla saga: Game of Thrones.
Inauguro con questo romanzo le recensioni di alcuni dei libri che leggo dall'apertura del blog. Alcuni, perché se dovessi farle di tutti penso non ci sarebbe spazio per altri post!Siccome potrei svelare più del dovuto, ogni post avrà una parte
nascosta, ovvero uno spoiler, leggibile solo se ci cliccate sopra.
Evitiamo così che io sia frustrata dal non poterne parlare liberamente, e
che i lettori scoprano cose che magari non volevano sapere prima di
leggere il libro Shiver è il primo romanzo della trilogia dei Lupi di Mercy Falls (seguito da Linger e Forever), della scrittrice statunitense Maggie Stiefvater. Per chi volesse, the wolves of Mercy Falls è la pagina creata dall'autrice (in inglese).
L'ho trovato per caso, in biblioteca, sezione adulti, mentre cercavo nuove letture con la mia kohai Marychan (sì, sentirete spesso parlare di lei ^.^ ). Copertina scura, un cuore deformato da tre graffi rossi, e un titolo intrigante: brivido. Una rapida occhiata al riassunto, e il libro fa immediatamente parte della mia selezione.
Un urban fantasy sui lupi mannari ha tutte le carte in regola per piacermi. Ma siccome sono molto critica, inizio a leggerlo senza crearmi troppe aspettative, soprattutto perché i protagonisti sono adolescenti, e di storie d'amore sdolcinato tra creature di mondi diversi ne ho lette fin troppe.
La prima cosa che mi colpisce è la suddivisione dei capitoli: numero del capitolo, narratore, gradi. Sì, gradi, perché la temperatura è un dettaglio importante in questa storia. Il punto di vista narrativo oscilla tra le parole di Grace, la protagonista, e di Sam, un licantropo dagli occhi dorati.
Lo stile è lineare, scorrevole, semplice e coinvolgente.
Il ritmo narrativo parte con la lentezza delle descrizioni, e aumenta, fino a una conclusione che ti lascia col fiato sospeso.
Attenzione Spoiler!
Non ci sono più speranze, Grace stessa dice che Sam è morto. Gli ultimi capitoli, tutti narrati da lei, sono intrisi di tristezza, senso di perdita e vuoto. E poi nel sessantacinquesimo il narratore è Sam. Apparentemente lupo. E invece umano
Uno dei punti forti del romanzo è l'originalità dei licantropi. Niente lupi mannari e le trasformazioni nelle notti di luna piena. Non parlo neanche di ragazzi dal fisico eccezionale che si trasformano di loro spontanea volontà diventando grandi quasi quanto degli orsi.
Spoiler
Qui le persone diventano licantropi dopo essere state morse, si trasformano a causa del freddo, trascorrendo l'inverno come lupi, e tornano alle loro fattezze umane in primavera o in estate. Col passare degli anni le trasformazioni umane si fanno più rare, fino a scomparire.
Un paio di punti negativi: la scelta del nome Sam per il personaggio maschile, e diverse somiglianze con la saga di Twilight. Essendo del 2009, non si può capovolgere la situazione, ma lasciamoci il beneficio del dubbio.Penso che sia perfetto per un' adolescente, con le ambientazioni liceali e il primo amore. Ma non posso dire mi sia dispiaciuto, anzi.
Per la cronaca, è in corso di preparazione un film tratto dal romanzo.